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1882: NASCITA DELLA SOCIETA`


In quell`epoca, in una Venezia ancora prostrata dalla dominazione austriaca, la passione per la barca e per la voga sembravano sopite, nonostante la città della Serenissima, indissolubilmente legata al mare, misuri da sempre i suoi ritmi sulle maree e svolga le sue più importanti manifestazioni sia liete che tristi sull’acqua.

Dopo la breve stagione di risveglio sportivo tra il 1871 ed il 1877, che aveva visto la costruzione di alcune nuove barche a remi da competizione e la ricostruzione, nel 1874, della ``dodesona`` da parte del cantiere Fassi, l’amore per la voga, la voglia di misurarsi con gli altri erano infatti in declino. Fortunatamente però la nuova concezione dello sport che si stava diffondendo in Europa per la felice intuizione di Thomas Arnold di Rugby e per l’opera appassionata del barone de Coubertin, contagiò un nobile veneziano di ritorno dall’Inghilterra, il Conte Piero Venier che raccolse il primo nucleo di giovani che volevano riprendere la tradizione del remo.

Nel più vecchio statuto da noi raccolto anno 1884 si legge:

``Si è costituita in Venezia con il 1° Ottobre 1882 una società che prende il nome di ``Bucintoro``.
Scopo precipuo della Società è quello di promuovere e facilitare l’esercizio del remo``.

È questo l’inizio della storia gloriosa ed appassionante della nostra associazione che da oltre un secolo modula la sua vita con quella della città della quale è parte integrante ed insostituibile. Rapidamente i soci salirono a 120 e già nel 1883 l’allora sindaco Sergio degli Alighieri conferì l’incarico alla Bucintoro di organizzare i festeggiamenti per i 200 ginnasti della Cristoforo Colombo che dovevano venire a Venezia. Questo fu l’inizio di un rapporto con le Autorità cittadine che vide il nostro Sodalizio impegnato nella organizzazione di manifestazioni, nella partecipazione alla Regata Storica in occasione dell’esposizione d’arte del 1897 ed in altre importantissime occasioni come le visite di rappresentanti di stato o di altre autorità civili e militari.


1884: LA PRIMA VITTORIA INTERNAZIONALE


Il 4 Giugno 1884 l’equipaggio composto da Francesco Vianello, Enrico Rossi, Vittorio Molin e Arnoldo Cibina a bordo della imbarcazione ``Rialto`` conquistò la prima vittoria della Bucintoro aggiudicandosi la Coppa della duchessa di Genova (ancora visibile nella sala delle Vittorie) una bandiera, una medaglia d’oro e la somma di lire 1.600.

Da quella lontana data, da quel manipolo di valorosi atleti iniziò la fulgida epopea della società veneziana.


LE VITTORIE E LE PARTECIPAZIONI OLIMPICHE


1906: LE OLIMPIADI DI ATENE


Il 22 e 26 aprile, sulle azzurre acque del Falero, l’equipaggio della Bucintoro battendo gli equipaggi di Francia, Svizzera, Grecia, Danimarca e Stati Uniti conquistò per l`Italia il titolo in jole a quattro ed il 28 si aggiudicò il Campionato Mondiale in jole a due sul kilometro e sul miglio marino.

Questi i nomi dei nostri primi olimpionici: Enrico Bruna, Emilio Fontanella, Giuseppe Poli, Riccardo Zardinoni, timoniere Cesana


1919: OLIMPIADI MILITARI DI PARIGI


La prima guerra mondiale si era da poco conclusa e già ai primi di gennaio i Soci della Bucintoro si erano riuniti al caffé Florian per riprendere l’attività agonistica. L’11 giugno il ``quattro con`` della Bucintoro si qualificò alle selezioni per le olimpiadi Militari di Parigi. L’equipaggio composto da: Ercole Olgeni, Enrico Bruna, Giovanni Scatturin, Aldo Bettini conquista un brillantissimo 1° posto.


1920: LE OLIMPIADI DI ANVERSA


Dopo una serie di splendide affermazioni che caratterizzano questa annata sportiva il 30 agosto ad Anversa il ``due con`` di Ercole Olgeni e Giovanni Scatturin, timoniere Guido De Felip si laurea campione olimpico ed il successivo 10 settembre a Milano la Confindustria assegna alla società un particolare riconoscimento nel corso di una solenne cerimonia, per aver tenuto alto in ogni parte del mondo il nome dello sport italiano.


1936: LE OLIMPIADI DI BERLINO


Dopo la splendida conquista del campionato europeo da parte del ``due con``, gli equipaggi della Bucintoro si affermano in una lunga serie di regate ed il 29 giugno vengono premiati in una importante riunione dal Duce Benito Mussolini.

Il 27 luglio il ``due con`` della Bucintoro vince la selezione olimpica ed il 15 agosto a Berlino nella finale, il nostro equipaggio composto da Almiro Bergamo, Guido Santini, tim. Negrini, si classifica secondo dietro ai tedeschi precedendo Francia e Danimarca.


1952: LE OLIMPIADI DI HELSINKI


Il frutto di mesi di preparazione, l’opera appassionata e quotidiana di allenatori e dirigenti consentono di giungere a risultati che oggi nessuno oserebbe ipotizzare. Dopo la conquista dei relativi titoli italiani, la Bucintoro alle selezioni olimpiche piazza ben tre equipaggi:

il ``due con`` di Giuseppe Castellet Rizzato tim. Sergio Ghiatto
il ``quattro con`` di Trevisan Albino, Scarpi Amedeo, Smerghetto Abbondio, Angiolin Tarquinio, tim. Ballarin Otello
``l`otto con`` di Baldan Albino, Dalla Puppa Ottorino, Bozzato Alberto, Smerghetto Ferdinando, Zanella Armando, Nardin Dino, Enzo Ottorino, Cimarosto Savino tim. Sergio Ghiatto.
Dopo le selezioni la Federcanottaggio con una contestatissima decisione deliberò di inviare ad Helsinki solo il ``quattro`` e ``l’otto`` con l’inserimento di due elementi della Marina Militare. Fu questa l’ultima volta in cui alle Olimpiadi parteciparono degli equipaggi societari sostituiti successivamente da formazioni composte da elementi selezionati in tutto il paese. La zona di Treporti è sempre stata vivaio di atleti di razza, di gente che l’agonismo e la lotta li portano nel sangue, uomini temprati dalla fatica di lavori ingrati e spesso di pura sopravvivenza.
Ed è da questa zona, dove la Bucintoro aveva a suo tempo stabilito una propria sezione, che provengono i componenti dei due equipaggi olimpici. Sempre da Treporti viene anche il vincitore delle due medaglie olimpiche di Atlanta `96 nella canoa Daniele Scarpa, nostro socio benemerito ed in passato anche atleta tesserato per la Bucintoro.


1960: OLIMPIADI DI ROMA


Con le Olimpiadi di Roma la Bucintoro raggiunge risultati di eccellenza anche in una specialità relativamente nuova per il mondo del remo italiano: la canoa olimpica. Già nel 1959 un nutrito numero di nostri atleti vengono convocati tra i probabili olimpici i ``P.O.`` Anche in questo caso preziosissimo l’apporto del vivaio di Treporti. Sotto la guida puntuale ed appassionata di Bruno Costantini si ripete il miracolo che aveva condotto alla partecipazione delle Olimpiadi di Helsinki. Dopo numerose affermazioni nazionali ed internazionali e la convocazione di ben dieci canoisti per la formazione della squadra nazionale, il solo Annibale Berton prese parte ai giochi olimpici di Roma classificandosi al quarto posto unitamente a Zilioli, Schiavi e Ongari nella staffetta K1 4x500. Non vanno peraltro dimenticati gli altri splendidi canoisti Cimarosto Savino, Cimarosto Primo, Enzo Vittorio, Nardin Egidio, Scarpa Angelo, Soranzo Bruno, Scarfì Romolo, Smerghetto Adriano, Zanella Benito.


1992: OLIMPIADI DI BARCELLONA


Conclusasi la lunga, esaltante presenza degli atleti treportini, scomparso purtroppo il grande indimenticabile allenatore Bruno Costantini, la Bucintoro si attrezza per la formazione di una nuova squadra di atleti per il settore canoa, unico adeguatamente percorribile viste le mutate condizioni logistiche in cui la società si trova ad operare.

Molto è cambiato nella nostra Città ed il fenomeno del moto ondoso praticamente irrilevante negli anni 50, sta fortemente condizionando tutta l’attività remiera cittadina ed in particolare quella rosso granata data l’ubicazione delle strutture a mare sul Canale della Giudecca. Con grandi sacrifici gli allenatori che si sono avvicendati Giorgio Bertossi, Claudio De Zanchi e da ultimo Antonio Dal Santo mettono in piedi una squadra che conquista titoli italiani e che riesce a far selezionare per la squadra nazionale l’atleta Chiara Dal Santo, che partecipa alle olimpiadi di Barcellona con il K4 femminile, giungendo fino alle semifinali.


I CAMPIONATI EUROPEI


LE VITTORIE E LE PARTECIPAZIONI


1926: CAMPIONATI EUROPEI DI LUCERNA


Quando un equipaggio della Bucintoro si afferma in campo nazionale ed internazionale, non è solo un collettivo che vince, è il realizzarsi di una scuola, di uno sforzo corale per cui ai risultati clamorosi si accompagnano altri risultati di rilievo.

Il 1926 resta nella storia della società come una delle annate più felici.

Alle regate nazionali di Salò la Bucintoro vince infatti:

la Coppa Quaiotto per due con jr; la Coppa Bertoli per veneta a quattro; la Coppa Bettoni per skiff jr; la Coppa G.H. Gardone per jole a otto; la Coppa Carbonera per veneta a 4; la Coppa G. D’Annunzio per otto sr.

Ai campionati italiani di Pallanza si laurearono 25 campioni d’Italia: nella veneta a quattro junior e senior, nella jole a otto, nell’otto senior oltre ad aggiudicarsi la coppa dei Canottieri Italiani di Buenos Aires per la migliore classifica.

La schiera di questi indimenticabili campioni era composta da: Adorno Carlo, Bettini Gino, Brass Alessandro, Camuffo Giuseppe, Carrer Giovanni, Catullo Terenzio, Catullo Pietro, De Marchi Giulio, Da Venezia Aldo, De Felip Guido, Fabiano Vincenzo, Fabiano Francesco, Foco Gildo, Gasparini Gildo, Inio Benvenuto, Olgeni Aldo, Olgeni Angelo, Fea Giovanni, Padovan Antonio, Scarpa Nicola, Scarpa Giuseppe, Signoretto Corrado, Signoretto Giuseppe, Signoretto Giorgio.

E non poteva che essere un equipaggio della Bucintoro a rappresentare l’Italia ai Campionati Europei di Lucerna dove il 6 settembre l’otto si aggiudicò uno splendido secondo posto dietro all’Olanda con un distacco di 3 decimi. L’equipaggio era composto da Fabiano Vincenzo, Fabiano Francesco, Olgeni Angelo, Foco Ermenegildo, Terenzio Catullo, Camuffo Giuseppe, Olgeni Aldo, Padovan Antonio tim. Bettini Gino.


1935: CAMPIONATI EUROPEI DI BERLINO


Anche in questo caso la designazione dell’equipaggio che doveva rappresentare l’Italia viene al termine di una annata ricca di vittorie.

L’8 luglio ai campionati del mare di S. Margherita Ligure la Bucintoro conquista il titolo nell’otto e l’argento nel quattro. Il 3 agosto agli assoluti di Lecco si aggiudica 4 titoli nel ``due con`` (Bergamo A., Santini G., tim. Negrini) nel ``quattro con`` (Bergamo A., Bergamo G., Santini G. Trevisan G., tim. Negrini I.) nella ``veneta a quattro`` senior (Vianello A., Vianello M., Nardini L., Scarpa Dionisio) nella ``veneta a quattro juniores``.

Il 19 agosto a Gruenau il ``due con`` della Bucintoro (Bergamo A., Santini G., tim. Negrini L.) conquista la vittoria dopo una strenua lotta con l’equipaggio tedesco.


I CAMPIONATI ITALIANI


Elencare tutte le volte che la Bucintoro ha vinto un campionato italiano sarebbe lungo e noioso. Nessuna società italiana ha fino ad oggi vinto tanti titoli italiani quanto la Bucintoro nella sua ultracentenaria attività. Titoli in tutte le categorie ed in tutti i tipi di imbarcazione di canottaggio, canoa e voga in veneta. E proprio in questa ultima bellissima specialità l’assoluta supremazia degli equipaggi della Bucintoro e della Querini è stata forse una delle cause del suo tramonto a livello nazionale.
Per i campionati italiani vogliamo solo ricordarne due: il primo conquistato l’8 settembre 1892 a Salò Campionato Ital. Veneta a quattro juniores e seniores Giulio Genova, Giovanni Lucerna, Nicolò ed Enrico Fosseta e l’ultimo conquistato il 13 Ottobre 1991 a Castelgandolfo Campionato Ital. Femm. mt. 500 Dal Santo Chiara Dal Santo Mara Gierardini Carolina Ravagnin Roberta
Non vanno inoltre dimenticati i due secondi posti ottenuti nei campionati italiani 2000 di canoa olimpica con Daniele Scarpa nel K1 e con Daniele Scarpa ed Alvise Ballarin nel K2.
Nel 2001 sono senza dubbio degni di menzione i risultati degli atleti senior raccolti intorno a Daniele Scarpa e la rinascita del vivaio di piccoli atleti della canoa seguito con speranza da Andrea Bedin, campione universitario di canoa canadese.


PALIO DELLE ANTICHE REPUBBLICHE MARINARE


Tra le altre affermazioni merita un cenno il nostro fortunato intervento nella organizzazione e preparazione dell’equipaggio che ha partecipato e vinto alla terz`ultima edizione del Palio delle Antiche Repubbliche Marinare. L’equipaggio misto condotto dall’inossidabile Bepi Fongher è infatti tornato alla vittoria dopo alcuni anni di deludenti risultati.


LE BENEMERENZE


Come si è accennato all’inizio di questi cenni storici, fin dalla sua fondazione la Bucintoro si è subito inserita nella vita sportiva, sociale e culturale della città, con iniziative, nel quadro delle disposizioni statuarie, di beneficenza e di pubblica utilità.

Una delle prime sezioni fondate in seno alla associazione fu quello dei pompieri volontari precursori del Corpo dei Vigili del Fuoco.

Numerosissime le attività di beneficenza che si sono susseguite in occasione di calamità naturali, di particolari necessità cittadine e delle guerre che hanno travagliato il nostro paese. Nel 1895 la Bucintoro viene ufficialmente costituita in sezione lagunare della Croce Rossa Italiana ed ospita le prime manovre della flottiglia fluviale e lagunare dell’Ente. Nella documentazione in nostro possesso sono ricordati i risultati conseguiti nella raccolta di fondi e di generi alimentari e di vestiario in occasione del colera del 1886, del terremoto di Messina, della guerra italo turca del 1913, della prima guerra mondiale del 1915-18 alla quale parteciparono i migliori soci della Bucintoro e nella quale 26 giovani canottieri caddero per la Patria meritando i più alti riconoscimenti per il loro valore. Tali iniziative si riprodussero anche nel corso del secondo conflitto mondiale con il contributo di soci e socie spesso coordinate dalle Patronesse, per alleviare le sofferenze della popolazione e dei soldati al fronte.
L’esempio di tanti predecessori, la fedeltà alle tradizioni della società e la costante attenzione alle sorti della città e del territorio hanno indotto il Consiglio Direttivo alla costituzione di una sezione di Protezione Civile che non ha però purtroppo finora trovato adeguata risposta in una precisa e costante attività da parte delle autorità.


GLI INCARICHI PUBBLICI: LA BUCINTORO E LA CULTURA


In questo settore, lunghissimo sarebbe l’elenco degli incarichi pubblici conferiti alla Bucintoro dopo quella organizzazione delle accoglienze ai ginnasti genovesi del 1883. Ricordiamo solo alcune delle date storiche più importanti nelle quali la Società si assunse in prima persona l’onere di preparare le accoglienze ad importanti visitatori privilegiando, naturalmente, l’aspetto nautico che si estrinsecava nella presenza sulla ``dodesona`` dell’ospite della Città.
1893 Organizzazione della regata ``reale``
1886 Visita di Umberto I° e del Kaiser Guglielmo I°.
1902 Visita di S.M. Vittorio Emanuele III, concessione del Patronato e del titolo di ``reale``, nomina del Re a Presidente onorario della Società.
1908 Visita di Gabriele D’Annunzio che conia il motto della società ``Senz’ali non può``.
1911 Consegna della bandiera di combattimento alla R.N.S.Marco.
1912 Solenne inaugurazione dell’acquedotto di Mestre.
1921 Consegna della bandiera di combattimento alla R.N. Venezia e visita di S.A.R. Umberto di Savoia.
1925 Visita del Duca del Mare Amm. Thaon di Revel.
1926 Visita di S.M. Vittorio Emanuele III e del Maresciallo dell’Aria Italo Balbo.
1932 In occasione del 50° anniversario della fondazione visita del Duca di Genova e del Co. Vittorio Cini - consegna della bandiera di combattimento all’incrociatore S.Marco.
1960 Visita di S.M. Regina Elisabetta d’Inghilterra.
1972 Visita di S.S.Paolo VI.
1980 Sir Relman Cowen Governatore Generale per l’Australia.
1981 S.E.R.Douglas Scott Ambasciatore Australiano in Italia.
1982 Primo Nebiolo V.Presidente del Coni e Presidente Internazionale della federatletica visita la Bucintoro.
In occasione della celebrazione del centenario di fondazione visita dei presidenti della FIC Paolo D’Aloja e della FICK Sergio Orsi.
S.E. Sir Reinold Arculus Ambasciatore di Gran Bretagna ospite per la regata storica.
1986 S.E. Susanna Agnelli.
1990 Varo del Moro di Venezia.
1992 Festeggiamenti per il rientro a Ravenna e Venezia del ``Moro di Venezia``.
Negli innumerevoli rapporti con il mondo della cultura, va ricordata la figura illustre di un nostro Socio che nella nostra vecchia sede dei Giardinetti e sulle nostre barche scrisse un libro studiato in tutte le scuole inglesi. Si tratta di Frederick Rolf (1860-1913) ``Baron Corvo`` e del suo famoso ``The Desire and Pursuit of the Whole``.

Numerosissimi i cicli di conferenze organizzati nel tempo dalla società proseguiti anche negli anni recenti con indagini nel mondo della navigazione e dei viaggi al tempo della Serenissima.

Memorabili infine i concerti organizzati dalla Bucintoro nelle varie sedi sociali e la costante presenza tra i suoi soci di studenti del locale conservatorio e di concertisti.


LE SEDI SOCIALI


Sia le strutture a mare che le sedi sociali ebbero varia collocazione negli anni prima di insediarsi stabilmente nella zona tradizionale delle Zattere e di S.Marco.

La prima sede sociale fu sistemata a Palazzo Grimani (nome familiare per la nostra Società che sempre ha annoverato tra i propri Soci discendenti della nobile famiglia veneziana) in Ruga Giuffa. Si passa poi in Corte Barozzi a S.Moisè e quindi a Palazzo Balbi in fondamenta Barbarigo a S.M.del Giglio. Nel 1896 la real Casa concede alla Bucintoro la Palazzina del Santi ai Giardinetti di S.Marco dove rimane fino al 1960, quando per la attivazione del terminal del nuovo aeroporto M.Polo fummo cacciati da tale prestigioso immobile che conobbe successivamente decenni di vergognoso abbandono ed il crollo del salone delle feste dove è ancora visibile sul pavimento il nostro logo. Dopo lo sfratto la nuova sede fu portata nuovamente a S.M. del Giglio in un ampio appartamento. Le mutate condizioni sia della società che della città suggerirono successivamente di lasciarla in uso esclusivo al Circolo del Bridge con il quale per alcuni anni continuò una proficua collaborazione. Le sedi a mare dopo una prima sistemazione in calle del Vento, passarono ai Giardinetti, nuovamente alle Zattere ai Saloni, quindi in Punta della Salute.


IL SETTORE VELA


Fin dai primi anni di attività, il settore vela è stato uno dei più attivi. I documenti d’archivio ed i quotidiani riportano la cronaca di importanti manifestazioni veliche organizzate dalla Bucintoro con ampia partecipazione di scafi. Dopo una interruzione negli anni 50 l’attività è ripresa recentemente nel settore delle imbarcazioni tradizionali per la vela al terzo. In questa straordinaria pratica lagunare la Bucintoro ha il merito d`aver inserito quale appuntamento fisso della stagione della vela la terzo la Regata dell`Isola della Campana, oltre ad organizzare ogni anno dei corsi propedeutici alla vela la terzo. Rimane comunque la speranza di poter tornare a sviluppare la vela anche nelle imbarcazioni olimpiche. È naturalmente ripresa anche l’affiliazione alla Federvela.


LE FILIAZIONI


Scorrere la storia della Bucintoro non è solo prendere atto degli avvenimenti importanti di una associazione sportiva, delle sue vittorie, delle sue sconfitte, dei periodi esaltanti e delle annate prive di risultati, dei momenti di eccellenza raggiunti dai suoi atleti in campo nazionale ed internazionale. Leggere la sua storia e consultare la documentazione d’archivio e d’epoca consentono di rilevare come la linfa di questa ultra secolare società sia stata il seme per la nascita di altre associazioni che pure hanno dato lustro alla città ed allo sport. Il trasferimento di slancio ed esperienze cominciò ben presto.
Il 1910 segna un momento doloroso ed importante per la Bucintoro, per la Città e per lo sport remiero italiano. Un gruppo di soci si stacca dal sodalizio primigenio veneziano e fonda una società intitolata al nome di Francesco Querini, recentemente scomparso sui ghiacci del Polo: la Società di Sports Nautici e Rari Nantes F. Querini. L’agonismo e la rivalità fra le due associazioni esplose subito vivissimo tanto che la città si divise in due fazioni contrapposte come negli antichi tempi con i Castellani ed i Nicolotti.
Le vittorie e le affermazioni di entrambe le Società sono un altalenarsi di primati che, nella rivalità e nella emulazione rendono glorioso ed a tratti invincibile il canottaggio veneziano. Dalla documentazione in atti risulta che nel 1905 la Bucintoro aveva inaugurato delle proprie sezioni a Murano ed a Mestre. Con il massiccio trasferimento di popolazione in terraferma, si creò anche l’interesse a riprendere l’attività a Mestre.
Nel 1970 ottenuta in concessione la vecchia stazione del Dazio di S. Giuliano in abbandono cominciarono i lavori di adattamento. Nel 1972 alla presenza delle maggiori autorità sportive e cittadine venne inaugurata la nuova sezione. Difficoltà di vario ordine e la distanza dalla città storica suggerirono di lasciare ampia autonomia ai soci della sezione mestrina, che sotto la guida del prof. Servello diedero vita alla consorella Società Canottieri Mestre.
Anche dalla sezione di Treporti è nata una nuova autonoma Società, la Canottieri Treporti che, pur tra mille difficoltà, tiene alto il nome di tanti gloriosi atleti del passato e mira a rinverdire le affermazioni treportine nel mondo del remo. Da questa nuova realtà è uscito l’olimpionico Daniele Scarpa, per il 2000-2001 atleta della Bucintoro. C
on la fine dell’ultima guerra mondiale ed il vergognoso abbandono dei territori istriani e dalmati alla Jugoslavia, si erano chiuse anche le esperienze di famose società di canottaggio quali la Diadora di Zara. Numerosi sportivi e soci dell’antica società zaratina trapiantati a Venezia guidati dal prof. Luigi Miller preparatore degli atleti della Bucintoro alle Olimpiadi di Helsinkj ed affiancati da alcuni soci della Bucintoro trasferitesi al Lido, diedero vita in una concessione della nostra Società ad una nuova associazione con il nome ed i colori della mitica Diadora.

L’impetuoso sviluppo di nuove associazioni remiere dedite alla voga alla veneta indotto dalla Vogalonga ha poi portato ad un depauperamento delle forze delle due società storiche veneziane, Bucintoro e Querini, con la creazione di più piccoli centri vicini alle necessità locali e di sestiere che, pur nella loro vivace attività rappresentano indubbiamente una moltiplicazione dei costi di gestione per la collettività con un più basso livello di impianti ed attrezzature.
Una delle ultime associazioni nate da questo movimento è la Associazione Canottieri Giudecca che ha tra i suoi fondatori un nucleo portante rappresentato da alcuni soci della Bucintoro.
Va ricordato che nel 1998, grazie all`idea ed all`impegno di alcune socie della Bucintoro e della Canottieri Giudecca, è nata la Regata delle Donne, la prima e finora unica regata su caorline femminile che ha il merito tra l`altro di mettere in barca esperte regatanti insieme ad amatrici e semplici appassionate della voga veneta.
La linfa vitale della Bucintoro e la sua azione di stimolo non si sono però estrinsecate solo nel mondo del remo. L’attività della sua sezione velica durata fino al 1950 ha dato vita anche ad un nuovo circolo velico il Diporto Velico Veneziano; per la iniziativa del compianto Egidio De Zottis che profuse energie ed amore per lo sport, dapprima nella nostra società e quindi nel D.V.V. Con tutte queste nuove società che hanno tratto vita e tradizioni dalla nostra antica e gloriosa associazione, sono sempre stati mantenuti rapporti di sportiva collaborazione per cercare di far sviluppare e progredire lo sport del remo.
Da ultimo, sempre per nostra iniziativa è stata fondata la Unione Canottieri Veneziani che, pur nel rispetto delle singole autonomie e tradizioni, dovrebbe unire tutte le forze presenti e disperse nei vari clubs per riportare il canottaggio veneziano alle posizioni di prestigio ed eccellenza ricoperti per tanti decenni.


INIZIATIVE INTERNAZIONALI E GEMELLAGGI


La vita della società si è arricchita negli ultimi anni di iniziative internazionali che sono venute a consolidare la già ampia fama della Bucintoro all’estero. Il famoso libro di Frederick Rolfe più sopra citato ha reso familiare il nome del nostro club tra gli studenti inglesi. La frequentazione delle nostre strutture da parte di numerosissimi studenti stranieri che vengono a Venezia per i loro cicli di studi, l’ospitalità assicurata ad equipaggi dei vari paesi europei in occasione della Vogalonga hanno reso abituale e familiare la presenza dei ``foresti`` tra di noi. Da tutte queste premesse sono nati due importanti avvenimenti:


GEMELLAGGIO CON IL CLUB CANOTTIERI ITALIANI DI BUENOS AIRES


Il legame con l’importante Club della capitale argentina nel quale ha operato per oltre cinquant`anni il nostro campione olimpico Cav. Scatturin, è stato ufficializzato in occasione di un indimenticabile viaggio in Argentina compiuto nel novembre del 1997. La visita della nostra rappresentanza è stata suggellata dal dono di una gondola alla città di Tigre, meta di visite ammirate delle scolaresche della città.


PARTECIPAZIONE ALLA ``FETE DE L’EAU`` A VILLENEUVE SUR LOT


Il ricordo di questo avvenimento dell’agosto del 1998, è ancora vivissimo in chi ha avuto la fortuna di partecipare al viaggio nella bella cittadina dell’Aquitania.La tradizionale Festa locale, dedicata quell’anno a Venezia ed alla Commedia dell’Arte, è stata impreziosita dalla presenza delle nostre imbarcazioni tra cui la gondola ``Europa``. Si sono ovviamente creati stretti legami con la consorella Aviron Villenevois, fondata come la Bucintoro nel 1882, con la quale sono state poste le basi per un prossimo gemellaggio ufficiale.


PARTECIPAZIONE ALLA ``FESTA VENEZIANA`` DI BAMBERG


Nel luglio 2000, un gruppo di Soci si sono recati a Bamberg in Germania per prendere parte alla ``festa veneziana`` che ha raccolto nella storica cittadina le varie gondole presenti in quel Paese. A queste prestigiose imbarcazioni si sono unite le quattro mascarete da regata portate dalla Bucintoro che hanno dato vita ad una bellissima, affollata manifestazione. Sorprendente il grande amore per la nostra città e l`entusiasmante passione dimostrata dai partecipanti per la voga veneta, genuina espressione della civiltà veneziana sull’acqua.


PARTECIPAZIONE ALLA TRAVERSATA DI PARIGI


Da diversi anni si era ipotizzata una partecipazione della Bucintoro alla Traversata di Parigi, una maratona sui remi simile alla Vogalonga. L’ipotesi si è all’improvviso concretizzata nel 2000 quando gli amici della Moto Guzzi, parte dell’equipaggio dell’otto che da alcuni anni partecipa alla Vogalonga, hanno reperito una imbarcazione a Parigi che ha consentito la nostra presenza. Esperienza bellissima, ambiente eccitante ma vogata massacrante in particolare nel tratto di ritorno contro una forte corrente che ha messo a dura prova la resistenza dei non più giovani componenti l’equipaggio.


GEMELLAGGIO CON LA SOCIETA` CANOTTIERI MESTRE


Un importante avvenimento è stato festeggiato nel 1999. La Società Canottieri Mestre ha solennemente festeggiato il 25° anniversario della propria fondazione. Come abbiamo riportato in altra parte della storia della associazione, la Società Canottieri Mestre è nata dopo che la Bucintoro che aveva fondato una propria sezione a S. Giuliano, decise di chiudere questa esperienza per le difficoltà incontrate, principalmente di ordine logistico organizzativo, lasciando sorgere una nuova autonoma società sportiva. I rapporti tra le due società sono sempre stati ottimi ed i legami di amicizia e collaborazione tra i soci, molti dei quali già appartenenti alla disciolta sezione di Mestre sempre strettissimi.
La festosa occasione del 25° anniversario di fondazione ha spinto a formalizzare solennemente questa costanza di rapporti con un gemellaggio che vincola le due società a collaborare per il raggiungimento dei fini statutari che le accomunano, ed al mutuo aiuto e coinvolgimento nelle iniziative per lo sviluppo e la diffusione dello sport del Remo e della vela.


I RAIDS


L’effettuazione di raids remieri rientra tra le attività tradizionalmente svolte dai Soci della Bucintoro. Periodicamente, in concomitanza con eventi particolari o, per il favorevole incontro di appassionati che, insieme desiderano compiere un’impresa più coinvolgente e più gratificante della quotidiana pratica della voga, si sono svolti raids per raggiungere varie località. Prima dell’impetuoso affermarsi della voga veneta come pratica principe a Venezia, le imbarcazioni abitualmente usate erano le jole da mare ed in uno o due casi delle ``venete``. Più recentemente, sono state utilizzate varie imbarcazioni tipiche veneziane quali la gondola, la balotina, il sandolo. Per gli avvenimenti più importanti è scesa naturalmente in acqua l’ammiraglia della flotta sociale ``la dodesona``.
Nell’archivio storico sono stati trovati documenti relativi a raids effettuati al capoluogo giuliano, subito dopo l’annessione di Trieste alla fine del primo conflitto mondiale. Trieste è una meta ricorrente ed amata dalle varie generazioni che via via si sono succedute.
Memorabile il raid in jole a otto a Pola nel 1931, quello a Trieste nel 1954 quando una jole a otto compì l’impresa in 36 ore di voga. Non vanno dimenticati i raids lungo i fiumi: Pavia- Venezia in sandolo a quattro remi, oltre alle ripetute visite a Treviso, S. Donà, Adria.
Molti i laghi percorsi: Garda, Como, Trasimeno, Maggiore, Auronzo ecc. Altra impresa importante il raid a Ravenna della ``dodesona`` in occasione dei festeggiamenti al ``Moro di Venezia`` di rientro dalla Coppa America. E` questo un elenco sempre aperto dato che idee ed iniziative sono sempre sul tappeto ed andranno ad arricchire questo affascinante aspetto della voga marittima e fluviale.


IL BUCINTORO Scarse sono le fonti per avere notizie precise sull’etimologia e sulla nascita di tale sontuosa imbarcazione, come incerto il numero esatto dei Bucintoro che si sono succeduti nel corso dei secoli.

Fra le supposizioni per quanto riguarda l’etimologia, la prima è di Francesco Sansovino che, basandosi su documenti del 1293, proponeva la derivazione del nome da una nave costruita in Arsenale: il Navilium Duecentorum Hominum; altri supponevano che derivasse dalle trombe e dalle buccine che si suonavano al suo interno; altri ancora dalla nave menzionata da Virgilio nella descrizione dei giochi funebri celebrati da Enea per onorare la morte del padre: tale naviglio si chiamava Centaurus, e dato che la nostra imbarcazione era esattamente il doppio, ecco allora Bucentaurus; e da ultimo ricordiamo la possibile derivazione da burchio o burcio in oro per i meravigliosi addobbi che lo arricchivano.

Riguardo la nascita, di sicuro il primo Bucintoro era una semplice galea scelta tra la flotta militare dello ``Stato da Mar`` ma con l’accrescere nel corso dei secoli della potenza della Serenissima, nasceva l’esigenza di dar maggior fasto al capo dello Stato riservandogli un naviglio particolare, come è testimoniato nelle Promissioni del Doge Rainiero Zeno del 1252, da Lorenzo Tiepolo nel 1268 e Giovanni Soranzo nel 1312 .

Probabilmente il primo Bucintoro risale al 1311 , seguito da una nuova costruzione del 1526 impreziosita di decorazioni lignee, il terzo costato 70.000 ducati venne inaugurato nel giorno della Sensa del 10 maggio 1606 , per poi arrivare al quarto ed ultimo Bucintoro completato nel 1729 sotto il dogado di Alvise Mocenigo, ricordato nell’emissione di un’osella e con sonetti e pubblicazioni che ne esaltavano lo splendore, come quello di Antonio Maria Luchini dal titolo ``La nuova Regia sull’Acque``.

Simili, gli ultimi tre Bucintoro avevano le seguenti caratteristiche: 35 mt. di lunghezza 7,5 di larghezza ed 8 di altezza; era governato da 3 ammiragli con 40 marinai e 168 vogatori ``uomini di gioventù più fiorita che robusta dell’arsenale`` disposti a 4 su remo per i complessivi 42 della nave.

Era diviso in due piani: inferiore per i rematori, superiore per i passeggeri, il piano superiore inoltre era coperto da un baldacchino, formando così una grande sala rivestita in velluto rosso con 90 seggi e 48 finestre protette da cristalli e tendine di seta; a poppa sedeva il Doge, a prua troneggiava la Giustizia.

Il Bucintoro era riservato solo ad occasioni eccezionali, come ricevere personaggi importanti, per l’entrata del neoletto Doge a Palazzo Ducale e chiaramente per la Festa della Sensa. In quel giorno infatti il Bucintoro, seguito da un corteo acqueo affollato di imbarcazioni di ogni tipo con tutti i veneziani stretti attorno, da Piazza San Marco arrivava all’altezza del Forte di Sant’Andrea, il Doge quindi gettava in acqua un anello d’oro pronunciando la secolare formula ``Desponsamus te mare, in signum veri perpertuique domini`` .

L’ultima uscita del Bucintoro risale alla Festa della Sensa del 1796; dopo la caduta della Serenissima Repubblica, il 9 gennaio 1798 soldati francesi ridussero a piccoli pezzi tutti gli splendidi intagli e quanto c’era di dorato, portarono il tutto all’isola di San Giorgio Maggiore e dettero fuoco per ricavarne l’oro. La densa colonna di fumo che si levava dall’isola fu vista ben presto dai cittadini che si fermavano stupiti nella piazzetta, ed in tutta la città corse la voce: ``Bruciano il Bucintoro ! ``.

La tristezza invade allora i cuori dei veneziani che già avevano potuto constatare come ben diversa fosse la realtà dell’occupazione francese dalle idee nuove e dagli aneliti di libertà che avevano acceso gli animi dopo la rivoluzione e quanto glorioso e venerando fosse stato il Governo sotto il vessillo di San Marco. Il fuoco impiegò tre giorni a distruggere i fregi che ornavano il simbolo della gloria e della potenza di Venezia.

Ridotto a scafo ormai nudo col nome di Prama Hydra, il glorioso Bucintoro fu armato di 4 cannoni come batteria galleggiante a difesa del porto del Lido quindi fu completamente demolito all’arsenale nel 1824.

[tratto da studi di Marina Crivellari Bizio]

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