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Comunicato stampa – Corteo-manifestazion contro il moto ondoso

Salvaguardia di Venezia – Legge Speciale – Non siano solo soldi.

Manifestazione domenica 19 gennaio 2020
in Bacino di S. Marco dalle 11:00 alle 12:00

contro il MOTO ONDOSO e per la GESTIONE DEL TRAFFICO ACQUEO

Il 23 ottobre scorso 34 Associazioni di voga e vela della Laguna di Venezia (oggi appoggiano l’iniziativa 38 Associazioni), hanno inviato al Prefetto ed al Sindaco di Venezia una lettera per sollecitare interventi urgenti ed a lungo termine per cominciare a gestire il problema del moto ondoso che è arrivato ad un
punto di non ritorno.

Ad oggi solo il Prefetto di Venezia ha incontrato i 5 portavoce delle Associazioni, ma di azioni di controllo e altre iniziative significative non si vede traccia.
Per portare all’attenzione dei rappresentanti politici, della cittadinanza e degli ospiti stranieri, il problema del traffico acqueo e del moto ondoso nella Laguna e nella città di Venezia le Associazioni hanno indetto una manifestazione in Bacino di San Marco dalle ore 11:00 fino alle ore 12:00.

La manifestazione sarà aperta a tutti i cittadini che vorranno partecipare con le loro imbarcazioni, anche a motore, per sostenere la necessità di realizzare al più presto azioni di controllo e gestione del traffico acqueo.

Il luogo maggiormente deputato per questa pacifica manifestazione, da un punto di vista storico e culturale, era senza ombra di dubbio il Canal Grande, unico luogo in città che, in caso di turbolenze atmosferiche, assicura la protezione delle imbarcazioni a remi, offrendo loro adeguata protezione e sicurezza nella navigazione, ma è stato negato per via del Decreto Prefettizio 420/GAB/2009 nonostante
che tutti i Presidenti delle Associazioni aderenti avessero predisposto un regolamento di gestione del corteo per garantirne la sicurezza, anche sulla base dell’incontro avuto con il Prefetto.

Ci auguriamo davvero prima o poi d’avere l’opportunità di manifestare lungo il Canal Grande, diritto al quale non intendiamo in alcun modo rinunciare.

Di seguito le motivazioni e le richieste delle 38 Associazioni aderenti

La prima Vogalonga – 8 maggio 1975, giorno della ’’Sensa’’ – fu un primo ed eclatante appello, rivolto a tutti gli appassionati di voga ed a tutti coloro che avevano “posato i remi’ da troppo tempo, ad unirsi contro il degrado della città ed il moto ondoso, per il ripristino e la salvaguardia delle tradizioni veneziane.
A distanza di 45 anni da allora dobbiamo constatare e ribadire come la situazione sia drasticamente peggiorata, giungendo oltremisura ad eccessi e comportamenti che appaiono visibilmente privi di qualsivoglia forma d’un reale ed efficace controllo.
Il “problema del moto ondoso” non riguarda unicamente le Remiere ma la salvaguardia di Venezia e della sua Laguna – in senso esteso la tutela del suo patrimonio materiale ed immateriale – gravemente minacciati da modalità che delineano il raggiungimento di un punto di non ritorno.

L’alluvione del 12 novembre ha riportato all’attenzione di tutti la fragilità della città di Venezia e della sua Laguna riattivando il flusso di raccolta e distribuzione di fondi. La Salvaguardia di Venezia non è solo soldi ma anche regole di gestione del territorio.

Venezia e la sua Laguna si salvano non solo eliminando le acque alte, sempre che il Mose funzioni, ma garantendo la permanenza dei veneziani e gestendo il traffico acqueo sia in termini di moto ondoso che di inquinamento.

La richiesta fatta dalle 38 Associazioni chiede di istituire una legge nazionale per la gestione del traffico acqueo nella Laguna di Venezia in modo da tutelare la specificità ed unicità di Venezia e della sua Laguna.

Nel 1973 lo Stato Italiano promulgava la 1^ Legge Speciale per Venezia in cui all’Art. 1 dichiarava:
“La salvaguardia di Venezia e della sua laguna è dichiarata problema di preminente interesse nazionale.”
In quest’ottica veniva consentito per il riscaldamento delle abitazioni e per l’esercizio degli impianti termici ed industriali l’uso di combustibili gassosi o di energia elettrica.
Quindi la legge prevedeva di proteggere i marmi di Venezia regolamentando i combustibili per il riscaldamento e degli impianti industriali, oggi niente regolamenta i carburanti in uso sulle imbarcazioni, che comunque arrecano danni ai marmi quanto quelli per il riscaldamento (nel 1973 non si parlava di
salute). Dai quaderni di INSULA: “In sostanza si proibivano quei combustibili liquidi (gasolio e olio combustibile) che durante l’alluvione avevano seriamente inquinato la laguna ed i canali interni, e che peraltro con le loro emissioni di anidride solforosa e particolato sospeso provocavano un notevole danno alle superfici dei monumenti e delle opere d’arte.”

Nella stessa Legge era previsto che il Governo emanasse, entro 2 anni, norme concernenti la determinazione delle caratteristiche negli organi di propulsione meccanica dei natanti e dei requisiti necessari per limitare le emanazioni inquinanti.

Ad oggi, dopo 46 anni, nulla è stato fatto.

In questi 46 anni comunque le imbarcazioni a motore circolanti nella Laguna di Venezia sono passate dalle 12500 alle attuali 80000 forse 100000, dati stimati perché non esiste una banca dati contente le informazioni della tipologia delle imbarcazioni e dei motori installati a bordo.

A conferma che il problema esiste, i dati rilevati dall’unica centralina installata, dopo le proteste degli abitanti che si affacciano nel Rio Novo, stanno evidenziando che l’inquinamento risulta analogo e per alcuni parametri superiore a quello registrato dalle centraline della terraferma (Euro 1, 2, 3 ecc vale solo per gliautoveicoli).

Da gennaio 2020 è entrata in vigore la normativa IM O 2020 dove viene stabilito l’applicazione del limite dello 0.50% m/m (fino ad oggi è 3.5% m/m) di tenore di zolfo nei combustibili marittimi in aree non Seca (Sulphur Emission Controlled Areas, non-SECA significa mare aperto), e Venezia e la sua Laguna non lo sono. Questo comporta un uso di combustibile con contenuto di zolfo 5 volte superiore a quello attualmente previsto per i carburanti da riscaldamento vietati a Venezia e nella sua Laguna già dal 1973, e comunque 500 volte più inquinante, in termini di zolfo, del gasolio attualmente in uso per autotrazione (0.001% m/m).

Per il moto ondoso, oltre ai limiti di velocità non sono definiti i limiti massimi di altezza d’onda, che possono essere prodotti dalle imbarcazioni, ammissibili nelle varie zone della Laguna. Nella terraferma il Codice della strada definisce i limiti di velocità ….. ma obbliga ad usare gli pneumatici per non “rovinare” le strade e non produrre vibrazioni nocive alle strutture urbane.

Verificata la mancanza di regole specifiche sulla gestione del traffico nella Laguna di Venezia le 38 Associazioni di voga e vela della Laguna di Venezia chiedono alle forze politiche, al fine di portare le regole di gestione del traffico ALMENO al livello previsto per le città di terraferma.

Stesura ed emanazione di una legge nazionale, sul modello della “Legge Speciale per Venezia”, relativa al traffico acqueo nella Laguna, che definisca:
1. Un unico Ente di gestione della Laguna di Venezia
2. Regole:
Caratteristiche dei motori: potenze max utilizzabili, e controllo delle emissioni: Euro 6… elettrico
Caratteristiche degli scafi e delle carene tipologie dei materiali e gestione del loro smaltimento a fine vita
Limiti di velocità e di altezza d’onda prodotta
Limiti all’inquinamento dell’aria, controllo della qualità dell’aria nel rispetto della salute delle persone e delle strutture di Venezia
Limiti all’inquinamento acustico introdurre limiti ai rumori prodotti anche dai natanti.
3. Controlli GPS su tutte le imbarcazioni con motore a bordo
4. Sanzioni certe e significative che rendano poco conveniente il non rispetto delle regole
5. Contributi per incentivare il cambio dei natanti e dei motori, definendo un limite di tempo ragionevole per adeguare i mezzi alle regole sopra indicate.
Nell’attesa che la Legge possa essere predisposta ed attuata viene richiesto:
1. Proposte vincolanti a breve termine
a. Attivare delle modalità di sorveglianza continua nelle aree maggiormente interessate dal fenomeno del moto ondoso: Canale della Giudecca, bacino di San Marco, canale delle navi e dei Marani, canale dietro le Fondamenta Nove e Canal Grande, sia attraverso la programmazione di postazioni mobili, sia riattivando le postazioni fisse già predisposte dai Commissari al moto ondoso negli anni passati, di fatto inattive o raramente utilizzate;
b. divulgare attraverso un report settimanale – on line i dati relativi alle verifiche condotte dalle postazioni fisse e mobili utilizzate ed i monitoraggi delle zone operative, le contravvenzioni
impartite e la tipologia delle barche eventualmente sanzionate;
c. promuovere forme di collaborazione tra Comune e Provveditorato agli studi, inserendo la voga e la Laguna di Venezia tra gli argomenti d’insegnamento/apprendimento “obbligatori” nelle scuole veneziane di ogni ordine e grado, con relativi finanziamenti;
2. Proposte a medio termine
a. Pianificare forme di mobilità e di gestione del traffico acqueo sostenibili, il cui principio ispiratore sia la tutela di un bene comune superiore a qualsiasi interesse o categoria, prevedendo una drastica riduzione del moto ondoso; in particolar modo andrà promossa la salvaguardia di un patrimonio artistico, architettonico, culturale e sociale, materiale ed immateriale, unico al
mondo;
b. garantire che rappresentanti del mondo della voga e della vela lagunari, siano presenti nei tavoli istituzionali dove si disegna il piano del traffico acqueo
c. verificare la possibilità di introdurre aree “No wake zone” già presenti nel nord Europa e in USA (il presupposto prevede di non produrre “scia”, con metodologie di controllo immediate e riscontrabili – possono essere solo visivo/fotografiche);
d. rendere operativo il sistema GPS come definito all’art.66 del “Regolamento per il coordinamento della navigazione locale nella laguna veneta” modificato con deliberazione del Consiglio metropolitano n. 13 del 29 giugno 2016.
e. Apertura del Centro Interscambio Merci
Di seguito i nomi dei cinque portavoce nominati dalle società aderenti all’iniziativa:
Associazione Canottieri Giudecca: Lucio Conz 
Diporto Velico Veneziano: Giulio Cantagalli 
Gruppo Sportivo Voga Veneta Mestre: Daniela Costantini 
Reale Società Canottieri Bucintoro: Francesco Casellati 
Reale Società Canottieri Francesco: Querini Marco Ghinami