Sabato 6 dicembre 2025 la Reale Società Canottieri Bucintoro ha conquistato il terzo posto alla Borin Coastal Rowing Race – 6.000 m (categoria Masters over 64 C4X+) di Trieste. La gara si è disputata su un percorso di circa 6 km, articolato in due giri da 3 km ciascuno, con partenza alle ore 12:00.

Il tracciato si sviluppava nello scenario spettacolare di piazza Unità d’Italia e lungo il molo che protegge il Porto Vecchio, tra navi, banchine e una fitta serie di boe che hanno reso la prova lunga, tecnica e tutt’altro che banale.

L’equipaggio Bucintoro era composto da:
Capovoga: Enrico Consolandi
Al 2: Giovanni Croff
Al 3: Riccardo Romanelli
Al 4: Sandro Inchiostro
Timoniere: Giorgia Borgoni

Alla prima boa il nostro quattro si trovava in seconda posizione, che è riuscito a mantenere per gran parte della regata. Nel finale, qualche virata meno precisa ha permesso alla Canottieri Adria di superare la nostra barca, relegandoci in terza posizione dietro alla Canottieri Pullino (1ª) e alla stessa Adria (2ª). Nonostante la fatica e qualche “inchiodata” di troppo, l’equipaggio ha saputo reagire sul dritto, difendendo fino al traguardo il terzo posto.

Un elemento non secondario, sottolineato con ironia anche nel sonetto, è il risultato in chiave lagunare: la Bucintoro è stata infatti la prima società lagunare al traguardo, lasciando dietro di sé gli equipaggi di Mestre.

La giornata si è chiusa in un clima di grande convivialità presso l’osteria “Al Salvagente”, dove l’equipaggio Bucintoro è tornato simbolicamente al primo posto: a tavola, in compagnia dei vertici della FIC e accolto da un oste ex socio Bucintoro, la squadra ha potuto rivivere la regata, commentare le manovre e brindare al risultato.

A raccontare con tono affettuoso e autoironico la prova triestina è il sonetto di Enrico, che pubblichiamo integralmente come tributo alla fatica in barca, allo spirito di squadra e al legame con la società:

Erano in quattro, non giovani e forti,
ma remavano corti.


Scesero in acqua con ardimento
per un grande cimento,
pensando che se pur l’età fosse un po’ troppa
ci stava lei, Giorgia,
seduta a poppa,
che con le brutte e con le buone
avrebbe dato forza
a noi, alla barca ed al timone.


Partimmo dunque con agile fretta
restando poi sullo slancio in vetta,
fino alla seconda boa fatale:
il ritmo infuria, ma il fiato manca,
ci tocca pur mostrar bandiera bianca
ad una barca che vogava mica male.


Qualcuno entra prima, qualcuno esce,
e poi col remo qualcuno piglia un pesce,
ma noi dall’orgoglio, più che da forza, spinti
restiam secondi e non ci diam per vinti;
qualche virata pur ci viene male,
ma dove è dritto sappiam recuperare.
Un poco indietro nell’arte dell’assieme
si va affievolendo nostra speme,
e nonostante il nostro faticare
anche il secondo, in nona boa, vediam passare.
e pur pensando che quello è un poco strxxxx
ci consola che meritiam pur sempre il bronzo.


Senza più fiato, che quasi affoga,
in sull’ultima boa il capovoga
preso dallo sconforto
volea portare tutti per un bordo storto,
che quasi la medaglia era sfumata
la quarta barca si era avvicinata,
ma lì partì l’orgoglio
pensammo tutti “che beffa, non lo voglio”
scattò così l’ultimo serrate
e fummo terzi, l’ansie dimenticate.


Ma la consolazione è ancora una,
che siamo stati i primi di Laguna
che dietro a noi Mestre sempre restava
e questo pure Anna soddisfava.


Finiam dicendo che alla Bucintoro,
che è la nostra origine e semenza,
il bronzo può mutarsi in oro:
Trieste è solo un punto di partenza!